Aggregatore Risorse Aggregatore Risorse

Nuove mappe pericolosità sismica. C'è anche la Scuola Iuss nel team di valutazione scientifica

23 ottobre

Centro:

C’è anche un docente della Scuola Universitaria Superiore IUSS Pavia nel gruppo di lavoro voluto dal Capo del Dipartimento di Protezione Civile Angelo Borrelli per la valutazione scientifica dell’aggiornamento delle mappe di pericolosità sismica Italiana. La versione attuale, risalente al 2004, è utilizzata come supporto alle norme correnti per la costruzione di edifici in zona sismica.
All’aggiornamento delle mappe di pericolosità lavorano da tre anni un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), in particolare del Centro di Pericolosità Sismica voluto e finanziato dalla Protezione Civile, ed esperti appartenenti ad altre università e centri di ricerca italiani. Per la prima volta, inoltre, l’INGV ha anche prodotto un modello probabilistico di pericolosità da tsunami generati da sisma per tutte le zone costiere del territorio nazionale, anch’esso sottoposto a valutazione da parte dello stesso gruppo di lavoro.
Il docente IUSS chiamato a far parte del gruppo di lavoro è Paolo Bazzurro, professore di Tecnica della Costruzioni; insieme ad un pool di altri super esperti della Commissione Grandi Rischi – i professori Domenico Giardini, Francesco Mulargia, Claudio Modena e Silvio Seno – ha 18 mesi di tempo per valutare sia la coerenza del lavoro svolto dall’INGV, sia la robustezza delle stime di pericolosità derivanti.
“Le mappe di pericolosità – spiega Bazzurro – sono basate su metodologie di tipo probabilistico che forniscono la probabilità che diversi livelli di intensità del moto sismico del suolo possano verificarsi sul territorio nazionale in un prefissato periodo di tempo, ad esempio i prossimi 50 anni. Il lavoro che siamo chiamati a svolgere è di valutare non solo le stime finali di pericolosità ma anche la robustezza del processo scientifico che ha portato all’aggiornamento delle mappe da parte dell’intero gruppo di ricerca capitanato da INGV. La parte più complessa ed interessante del lavoro sarà proprio la seconda, e cioè la valutazione dell’insieme di modelli alternativi sviluppati dai vari ricercatori che scaturiscono dalle diverse interpretazioni dei dati storici di sismicità e propagazione del moto del suolo. Le mappe di pericolosità aggiornate sono un compendio di questi modelli alternativi”.
Le nuova mappe, quando saranno pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, diventeranno lo strumento principale per la riclassificazione sismica del comuni, per la decisione degli interventi di prevenzione e riduzione del rischio sismico su territorio nazionale. Più specificatamente, queste mappe saranno inoltre prese in considerazione per l’aggiornamento dei valori progettuali inclusi nelle norme per nuove costruzioni in zona sismica. Molto attese, perché arrivano dopo i terremoti dell’Aquila nel 2009, dell’Emilia nel 2012, del Centro Italia nel 2016 e di Ischia nel 2017, le nuove mappe saranno anche fondamentali per il miglioramento sismico degli edifici esistenti che sono responsabili della quasi totalità del rischio sismico in Italia.